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Quando sento il bisogno di parole belle, pure, essenziali vado a leggere Il Mestiere di scrivere, di Luisa Carrada. Da sempre punto di riferimento, guida, musa ispiratrice per chi, come me, si occupa di testi, scrittura e anche di web.
In questo periodo affannato che non mi regala nemmeno un secondo, a volte rimango senza parole e senza ispirazione. E forse non è un caso che questa mattina sia capitata sulla pagina che Luisa Carrada ha intitolato "LitBits", dove sono raccolti frasi e pensieri di grandi scrittori, giornalisti, docenti e pubblicitari sul "mestiere di scrivere" e il potere delle parole.
Una pagina preziosa, dov'è ricordato anche Bruno Lauzi, con i suoi "I mari interni":
"Le parole a volte guardano in su sfidandomi beffarde perché scrivo, mettendomi dei dubbi che dentro non avevo."
Versi giganteschi nella loro semplicità e verità, degni della grandezza di Lauzi poeta, scrittore, compositore, cantautore. Ricordo la prima volta che ho sentito la sua "Ritornerai" in "La messa è finita" di Nanni Moretti: era la fine degli anni '80 e da allora ho amato moltissimo sia la canzone che tutto il cinema di Moretti (che tra l'altro, ha omaggiato Lauzi diverse volte nei suoi film).
Non è un caso l'incontro con Lauzi questa mattina, con le sue "parole beffarde" che a volte "guardano in su". Perchè pensi che scrivere aiuti a star meglio e a rasserenarti, invece a volte apre squarci di dubbio e fa iniziare viaggi faticosi. Fortuna che si arriva sempre a destinazione.
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