| Le tre sorelle |
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| Martedì 19 Luglio 2005 17:11 | |||
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Un vecchio racconto di qualche tempo fa, pubblicato sulla rivista "Pratica" nell'aprile del 1992 in una rubrica di scrittura creativa curata da Ippolita Avalli. Comprai dieci numeri di quella rivista e feci diverse copie del racconto pubblicato, stregata dall'effetto delle mie parole stampate per la prima volta sulla carta di un giornale.
C'è Ninetta, secca, piccola, chiusa in lunghi abiti dal collo alto, le maniche lunghe, e le scarpe basse scure che non fanno rumore, sempre uguali, paio dopo paio. Conserva in seno un suo ritratto giovanile, chiuso in un minuscolo portaritratti d'argento, appeso a una catenina d'argento. E' che non sembra lei in quel ritratto e quando lo guarda le vengono i nervi, perché non si riconosce in quel fior di ragazza con l'incarnato bianco, gli occhi neri e i capelli scuri mossi e lunghi, per non parlare del corpo sodo dal petto florido. Erano tantissimi i giovanotti che passavano sotto la casa di Ninetta, tutti lucidi di brillantina con le biciclette al fianco, e guardavano la casa con le grandi finestre chiuse. Non che Ninetta non si accorgesse di tante attenzioni, ma gli è che si era trovata in un momento di grande intensità mistica e religiosa, per cui dedicava la vita alla meditazione e alle preghiere. Poco poteva immaginare di ciò che l'attendeva. Si era votata al sacrificio spirituale e corporale: preghiere e digiuni, estasi mistiche e...anemia. Col tempo il volto le è diventato emaciato, pallido e grigio. Il corpo si è appassito, lo spirito si è inaridito e l'estasi mistica si è tramutata in una grande rabbia contro il mondo e contro tutti. Così guai a chi le nomina gli uomini, perché tra quelli conta pure i preti, che con tutte quelle strane promesse l'avevano attirata proprio nel momento decisivo di una giovane donna. Le è rimasto un grande rimpianto e guarda a quel suo ritratto con tanta furia che non invidio il poveretto che un giorno o l'altro le capiterà a tiro. Ninetta si sfoga con l'estro artistico. I suoi abiti sono creazioni geniali, che evidenziano le curve femminili, con tagli morbidi nei punti giusti e con linee moderne ed essenziali perché ogni donna deve ricordarsi di avere un corpo. L'ultima è Mariuccia, bruna e dolce, tonda e morbida, è quella che sogna e ha la testa tra le nuvole. Di lei non ci si puo fidare, perché qualsiasi cosa le si dica la dimentica, sbatte sempre contro le porte, urta continuamente contro i mobili e rompe spesso piatti e bicchieri. Non che sia stupida, è solo distratta, troppo presa dai sogni. Alle clienti consiglia sempre abiti con i volant, i merletti e i pizzi, perché è romantica. Legge i romanzetti d'amore, che riesce a procurarsi dalle amiche con cui si riunisce ogni tanto per scambiare sogni e giornali di moda. Mariuccia è dolce perché si mostra com'è, un po svanita. Mariuccia è tonda e questo è il suo unico cruccio. Ha un po di ciccia qua e là che abbonda dove non dovrebbe e che lei tenta di camuffare con qualche piccolo espediente nella confezione dei suoi abiti. Cerca di stare a dieta, nonostante le sue sorelle siano contrarie a queste "stupidaggini", così riesce a non mangiare, a tavola. Il guaio per lei sono i fuori-pasto. Le diete le bucano lo stomaco, così è costretta a saziarsi di nascosto pure dalla sua coscienza. E' che il reverendo si prodigava indefessamente per i suoi parrocchiani, e non solo per le funzioni quotidiane ma anche per gli scambi continui con le altre parrocchie, e di tempo per dedicarsi alle piccole incombenze gliene rimaneva ben poco. Ma Mariuccia, sbocciatole in cuore l'amore per il giovane viceparroco, rotondetto anch'egli, si offrì volontaria per quella piccola commissione in cambio di messe in suffragio della sua mamma. Lei non è che speri in qualcosa di più, ma anzi esalta questo sentimento che prova per don Michele, perché si sente parte di un amore puro che non ha bisogno d'altro, se non di essere un piccolo tramite fra don Michele e la madre di questo. Io me le immagino le tre sorelle quando, tutti i giorni, passo dalla loro casa con le due finestre sempre chiuse. Compagne d'età, l'età difficile di chi è donna ed è sola. Ognuna guarda al suo mondo, quello di un tempo e quello di adesso. Ognuna insegue il suo sogno, che è uguale per tutte: solo un po d'amore, sia pure l'amore di un brav'uomo, sia pure l'amore di un uomo di mondo, sia pure l'amore di un don Michele.
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