Quale sarà il tuo verso? PDF Stampa E-mail
Giovedì 06 Ottobre 2011 12:42

altStamattina ci siamo svegliati con la notizia della morte di Steve Jobs. L’annuncio – nero su bianco - apparso sulla home del sito della Apple è denso di affetto e ammirazione per l’essere umano e rende onore al suo genio. Questo mio post non ha certo la pretesa di aggiungere altro alle celebrazioni che in tutto il mondo si stanno svolgendo. Solo che sono un po’ di ore che rifletto.



Mi sono tornati alla mente i celebri versi di Orazio: “Non omnis moriar” (libro III, ode 30), che studiai (e uso il passato remoto, gasp!) al Liceo. Mi piaceva Orazio. E non solo per il celebre Carpe Diem, motto usato e abusato, molte volte travisato. Mi piaceva soprattutto per il labor limae, il lavoro di lima sui testi, la revisione, la rilettura accurata prima della diffusione dei suoi versi. Un po’ mi ha ossessionato, il suo metodo di lavoro. Poi è diventato il mio metodo di lavoro, spesso l’essenza stessa del mio lavoro.


Quando lessi l’Ode 30 (che iniziava solennemente con un “Exegi monumentum aere perennius..” e proseguiva con “non omnis moriar”), l’idea del “Non morire del tutto” cominciò a frullarmi per la testa. Ero un’adolescente con molti sogni, come tanti ragazzi. Avevo moltissimi sogni, davvero. Ed ero animata da una tensione continua per cercare di realizzarli. Tanto che a un certo punto cominciai a soffrire d’ansia. Mi mancava l’aria per la fretta che avevo!


A togliermi completamente il fiato e a mandarmi in iperventilazione arrivò il film “L’attimo fuggente” con uno strepitoso Robin Williams e i versi di Walt Whitman disseminati nelle scene più intense. Quanti di noi l’hanno visto e rivisto, quel film? Un giorno lo proiettarono anche a scuola, e se ne discusse con i professori. Ci scrivemmo dei temi e all’epoca riempimmo i diari con il “Caaaaaaarpe diem, rendete straordinaria la vostra vita” sussurrato dal Professor Keating ai suoi ragazzi. E c’era quella frase che spiazzava completamente: “Quale sarà il tuo verso?”, chiedeva il professore.


Eh, bella domanda! A volte mi prendeva il panico, pensandoci. Ci sono stati momenti nella mia vita in cui ho temuto di non riuscire a realizzarli, quei sogni di adolescente. Ho avuto paura e mi sono rialzata. La forza di quei sogni sorregge ancora le mie giornate e mi guida, insieme ai valori che sono alla base delle mie scelte di vita.


Ecco perché oggi penso tanto a Steve Jobs e al messaggio che lascia. Molto di lui si può conoscere nel celebre discorso ai neolaureati di Stanford, nel 2005, di cui si citano oggi frasi come “Cercate quello che amerete fare nella vita. Con pazienza. Lo riconoscerete a prima vista. Solo amando quello che fate, farete grandi cose”, o: “Siate autori della vostra vita, non lasciate che gli altri la scrivano per voi”. Molto altro si può leggere sui giornali di tutto il mondo.


Io rendo onore al suo genio e alla rivoluzione che ha portato nel mondo. E provo ammirazione per un uomo che può permettersi di uscire di scena suscitando rispetto, commozione, emulazione. Sono contenta che in questa dimensione affannata e accelerata che agita le nostre vite, ci siamo fermati un po’ tutti a ricordarlo.


“Stay hungry, stay foolish”, diceva pure Jobs, “Siate affamati, siate folli”. Un po’ mi ci ritrovo, in questo motto. Ho superato dubbi e paure, ho preso decisioni importanti con un po’ di follia. E quella fame di novità e curiosità riempie sempre le mie giornate, le ore di lavoro, il tempo con le persone che amo. Mi piace ridere anche delle cose più serie, proprio con un po’ di follia. Mi aiuta a superare i miei limiti e a guardare oltre. E’ questo che cancella la stanchezza, la frustrazione, la delusione e tiene vivi, e li alimenta, i miei sogni di adolescente. Ancora adesso, ogni giorno, mi chiedo: “Quale sarà il tuo verso?”. Solo che ora non mi manca più il fiato, prendo la penna e scrivo.





 

Commenti  

 
0 #1 jacopo 2011-10-06 13:33
Avrebbe anche dovuto dire "Non prendetevi troppo sul serio": avrebbe fatto risparmiare tanti soldi a chi li ha regalati agli strizzacervelli :-D
Beh... con due figlie come Maria Sole e Anna Luce, scherzando, potrei dire che il tuo verso ideale potrebbe essere "M'illumino d'immenso" ma... a me piace molto "Mi piace settembre": ci "stai" tutta... Una stagione "di mezzo", un po' estiva un po' invernale, con colori vivi, pieni di sole ma che tendono poi al grigio, con tanti profumi diversi, di mare e di terra (Puglia nell'anima). Una stagione che sta tra il caldo e la luce dell'estate e il freddo e il buio dell'inverno...
Ti auguro di avere sempre quei sogni di adolescente e.... di poterli realizzare tutti: la follia per farlo non ti manca :-D
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0 #2 Alessandra 2011-10-11 11:17
Hai ragione: settembre è il mese che mi veste meglio, per i motivi che hai scritto. E forse, più di tutto, "il mio verso" sono proprio Maria Sole e Anna Luce, che illuminano le mie giornate e danno un senso a tutto.
Oh, quei sogni stanno tutti là: piano piano li sto realizzando.
Un abbraccio!
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