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Non ho nessuna pretesa di aggiungere qualcosa di nuovo, utile o importante con questo post scritto all’alba e messo on line solo ora. Voglio solo dire che la stanchezza mi sorprende a sciabolate e mi fa a pezzettini o a spicchi, come le mele.
Zac, zac, zac! Eccola, tiè!
Provo a schivarla, la stanchezza. A volte faccio finta di niente. Per tirarmi su mangio pane e nutella: ho bisogno di energie e di scorte extra di coccole. Io le mie coccole le spendo. Maria Sole e Anna Luce se le prendono tutte. E io mi divido in due, mi spacco in quattro per loro. Mi moltiplico, se posso.
Non sia mai che a una dia meno dell’altra. Mi prodigo, non mi risparmio mica. Poi vacillo, mi cala la pressione, non dormo, mi vengono le rughe. Ma le mie amorevoli cure non mancano mai: coccole, carezze, grattini, abbracci e tutto il pacchetto premium in caso di febbre, come nell’ultimo mese.
Pur di esserci per entrambe le creature, potrei dividermi in tante me e scoprire – così, d’emblée - di avere come minimo il dono dell’ubiquità. Anzi, potrei trovare una me in ogni stanza della casa, una in ogni angolo e non mi meraviglierei se mi facesse “Cucù!”.
C’è pure la me che sta alla scrivania e non la invidio proprio. Si sveglia all’alba per poter lavorare in silenzio per un paio d’ore (illusa!). Si avvicina quatta quatta al computer per scrivere in un attimo rubato, agguanta furtiva il blocco degli appunti per buttare giù due idee peregrine, aspetta che dorma la piccola per consultare una paio di link, spera che vada in onda Parapapà per smaltire la posta arretrata. Fa lo slalom tra lavatrici e roba da stirare e intanto pensa a un post. Per pranzo? Un sofficino per me può bastare.
Non so se sono superpoteri o poteri occulti, ma a forza di moltiplicarmi trovo tante me, tante noi che quasi parlo al pluralis maiestatis, come il Divino Otelma. Il vaticinio? Manca poco ormai: ancora un paio di notti insonni ed è fatta!
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Commenti
Un tunicone così non ce l'ho, nemmeno tra le vecchie robe di Carnevale, mannaggia. Provo ad attrezzarmi, sennò opto per qualcosa in stile Otelma, si, ma da Isola n°9
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