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Sbaglia chi dice che non esiste più la mezza stagione. Esiste e ne ho le prove. Io ci sono capitata dentro.
Anche se siamo nel pieno di un’estate bollente, estenuante e feroce. Anche se poi, d’improvviso, arriverà rigido e autorevole l’inverno, con il suo soffio gelido. C’è, esiste davvero, un tempo di mezzo dove vivi tutto contemporaneamente. E’ uno stato mentale dove regna la confusione e l’incertezza e nel giro di attimi tutto ti cambia tra le mani. E' quel momento in cui finalmente metti le maniche corte ma poi ti becchi il mal di gola. E' quando c'è il sole lassù, ma per precauzione ti porti dietro l'ombrello.
In questo preciso momento le molteplici dimensioni della mia esistenza si sovrappongono in un gioco surreale di specchi e déjà vu. Mi si riaffacciano come pupi dispettosi in un teatrino. Mi si ripropongono come i peperoni. Una specie di sogno carico di immagini e colori che a tratti si trasforma in un incubo grottesco, a volte solo è una realtà indefinita, dai contorni sfumati. Forse più la seconda, in effetti.
Gioco in più ruoli, interpreto più parti della stessa commedia. Ho così tante facce e voci diverse che Arturo Brachetti mi fa un baffo! Cambio abito e umore, desideri e modi di fare in pochi secondi. E’ semplicemente una transizione, credo.
Nuova vita, nuovi ritmi, nuove esigenze. Comunque è una sensazione strana, anzi straniante. Perché sono contemporaneamente moglie, mamma, figlia, sorella, zia, amica e me stessa e perfino il mio stesso Alter Ego fatica a starmi dietro.
Io stessa, per la verità, faccio fatica. L’essere tornata a casa è solo il primo passo. Il resto è tutto da inventare, un passo alla volta seguendo il filo dei sogni. Allora mi fermo. Premo esc e mi rimando a settembre, che è meglio.
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