| Ce l'ho qui il pan brioche! |
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| Mercoledì 22 Marzo 2006 12:51 | |||
Fino a pochi giorni era una di quelle che preparazioni che mi incutevano un po’ di timore (e certo ne rimangono molte altre, ben più difficoltose). Ne sentivo parlare come di un procedimento elaborato e i risultati altrui mi sono sempre stati mostrati con tale orgoglio che immaginavo arcani segreti e magiche manipolazioni. Ma mi sono fatta coraggio, visto che ormai ho preso confidenza con la lievitazione, grazie alla pizza fatta in casa e a qualche timido tentativo di panificare. Nonostante l'imperversare di famigerate macchine per il pane e di robot aiutacuoca, ho deciso di fare con le mie mani (e solo qualche stoviglia). Così, armata dei miei strumenti di consultazione via web (coquinaria.it, cooker.net, kucinare.it e molti altri), mi sono avventurata nella preparazione del pan brioche. Mentre impastavo non potevo fare a meno di pensare a quella gag di Gaspare & Zuzzurro ai tempi di Drive In, quando il Commissario Zuzzurro inaspettatamente esclamava “Ce l’ho qui la brioche!” Ingredienti per l'impasto: Intanto una premessa sul lievitino. E’ una sorta di pre-impasto che consente di utilizzare molto meno lievito del previsto, che garantisce un risultato più soffice e scongiura il saporaccio chimico che persiste anche dopo la cottura. Per prepararlo basta sottrarre agli ingredienti previsti qualche cucchiaio di farina, un po’ di zucchero e di latte. Con questo procedimento il lievito si rafforza anche grazie allo zucchero, che lo riattiva favorendo la formazione di alveoli d’aria e il raddoppio dell’impasto. Preparazione Trascorso il tempo necessario, aggiungo tutti gli altri ingredienti: le uova intere, la farina, il burro sciolto e raffreddato, lo zucchero, il sale ed eventualmente altro latte per ammorbidire. Lavoro l’impasto nella ciotola e mi assicuro che diventi compatto e senza grumi. Poi lascio nuovamente lievitare per altre due ore. Infine, imburro e infarino una teglia (io ho usato quella del plum cake) e faccio cuocere in forno preriscaldato per circa 40-45 minuti, a 180 ° gradi (forno statico). Faccio raffreddare su una gratella, taglio a fette e puccio nel latte caldo o nel tè. O spalmo la fetta di marmellata, nutella o altre ghiottonerie. Se decido di fare la brava, congelo i pezzi di pan brioche, così non mi vedo costretta a consumarlo tutto in un giorno. Con lo stessa ricetta si possono preparare delle brioche, tipo quelle calde e fragranti opera dell’Uccio Lurdo che mangiavamo davanti al Liceo Palmieri di Lecce alla fine degli anni ’80. Ma questo è un ricordo che conservo solo io e altre centinaia di studenti di quell'epoca gloriosa e inquieta. Per la verità, eravamo solo delle orribili ragazzine sfigate e sovrappeso. Ma questa è un'altra storia...
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Fino a pochi giorni era una di quelle che preparazioni che mi incutevano un po’ di timore (e certo ne rimangono molte altre, ben più difficoltose). Ne sentivo parlare come di un procedimento elaborato e i risultati altrui mi sono sempre stati mostrati con tale orgoglio che immaginavo arcani segreti e magiche manipolazioni.
