| La crostata, finalmente |
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| Lunedì 06 Novembre 2006 12:57 | |||
Lavevo detto che il prossimo esperimento dolciario sarebbe stata la pasta frolla. Bello sforzo, direte voi. Ma ammetto umilmente che la consistenza della pasta e la sua successiva stesura nello stampo mi hanno sempre inquietato e fatta sentire insicura delle mie competenze.
Anche perché a feste e compleanni su e giù per lItalia ho assaggiato crostate improbabili, dure o gommose e per niente friabili, spesso pietosamente coperte di frutta e gelatina o di nutella e crema al cioccolato. Il tutto pur di spacciarsi per esperti pasticceri e sottrarre alla vista (ma non al palato) degli invitati errori imperdonabili e cotture infelici. Per il ripieno:
Nel frattempo ho preparato la farcia, mescolando ricotta, panna, zucchero, uovo, essenza di mandorla e gocce di cioccolato. Passata la mezzora di riposo dellimpasto ho acceso il forno a 180° e mi sono dedicata alla stesura della frolla sulla spianatoia infarinata. Il mio matterello refrigerato sè rivelato del tutto inutile, perché la pasta sè attaccata alla sua superficie, si è frantumata e sfaldata. Ebbene, ho deciso di lavorare con le mani: nella teglia imburrata e infarinata ho steso e schiacciato limpasto a pezzoni, foderando la superficie con pazienza certosina. Ho tenuto da parte un po di pasta per la copertura finale e ho confezionato i bordi, alti abbastanza da contenere la farcia morbida e profumata. Quindi sono passata alla fase finale. Stesa sulla spianatoia lultima porzione di frolla cruda, ho tentato di ricavare striscioline decorative con il tagliapasta. Erano tutte irregolari e spezzate, ma le ho sistemate meglio che ho potuto, confidando nel contributo della cottura. Alla fine, ho infornato per circa 45 minuti e poi lasciato raffreddare, mentre un profumo irresistibile si spandeva per casa. Al momento dellassaggio Andrea e io ci siamo seduti attorno ad una tazza fumante di caffè, e abbiamo dato il via alla degustazione. La crostata è delicatissima, la pasta rimane morbida e profumata ed è quel tipo di dolce che coccola il palato e lo spirito facendo impennare il colesterolo. Ma i miei sforzi sono stati ampiamente ripagati. Nuove, entusiasmanti crostate mi attendono prossimamente! P.S.
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Lavevo detto che il prossimo esperimento dolciario sarebbe stata la pasta frolla. Bello sforzo, direte voi. Ma ammetto umilmente che la consistenza della pasta e la sua successiva stesura nello stampo mi hanno sempre inquietato e fatta sentire insicura delle mie competenze.
Ho diviso in quadratini il burro e lho fatto ammorbidire a temperatura ambiente. Quindi ho mescolato in una terrina tutti gli ingredienti per la frolla, cercando di accorpare le briciole di farina con il resto dellimpasto umido e molliccio. Per me che sono del tutto nuova ai segreti della frolla e i suoi tempi di assemblaggio, loperazione ha richiesto pazienza e olio di gomito. Si raccomanda tanto di lavorare il tutto a freddo, ma confesso che quando finalmente gli ingredienti sembravano compattarsi tra loro ho preso il palloccone di impasto e lho rigirato tra le mani, come una polpetta gigante: solo in quel momento la pasta è diventata liscia ed omogenea e di un bel colore paglierino. Ma sono subito rientrata nei ranghi e ho messo il tutto in frigo, coperto da cellophane, a riposare per una buona mezzora, come raccomandato dai pasticceri e da chi vanta una lunga esperienza in crostate.
