| Frittata saporita |
|
|
|
| Domenica 26 Novembre 2006 16:11 | |||
Prediligo i piatti semplici, preparati con ingredienti sani, genuini e facilmente riconoscibili. Probabilmente non sarò una buongustaia né, tanto meno, una gran cuoca. Tanto che mi capita di essere sempre diffidente quando qualcuno mi raccomanda un ristorante perché lì si mangia bene: di solito sperimento poi che mangiar bene significa solo mangiar tanto, abbuffarsi e attentare alla propria salute con miscugli di panna e lutilizzo di oli di dubbia fama.
A conferma del fatto che non sono una buona forchetta né, tanto meno una cuoca provetta, io vi propongo una frittata. I miei esperimenti culinari, ne sono consapevole, non godono di particolare attrattiva: frittata, polpette, verdure stufate, qualche dolcino. Ma ditemi la verità: voi, ogni giorno, a casa vostra cosa mangiate? E se vi dico che la mia merenda preferita consiste nel pane raffermo con pomodori, olio extra vergine doliva, origano e sale? Sarà il retaggio delle mie radici campagnole che ancora si diramano insistenti nei meandri della mia casa qui a Genova (e prima e Milano), ma non proponetemi piatti con ghirigori di pallide salsine, torte salate imbottite di panna e uova, spruzzate di cacao sulle lasagne o semini sconosciuti. Detto questo, passo alla mia frittata.
Quando la cottura sembra stia procedendo per il meglio e la parte inferiore della frittata assume un bel colorito dorato, arriva il momento cruciale: bisogna girarla, sta frittata. Confesso che loperazione fallisce mediamente una volta si e una volta no. Quando il composto frana sul coperchio su cui lho rivoltato, opto mestamente per delle uova strapazzate, arricchite con il pan grattatato. Ma se riesco a girare la frittata e riadagiarla nella padella, la soddisfazione è tanta e tale che mi sembra ne benefici persino il sapore. Quando anche laltro lato è ben cotto, faccio riposare la frittata su carta assorbente e tolgo lunto in eccesso. Poi la servo, di solito con tante buone verdure di contorno. Varianti
|




Prediligo i piatti semplici, preparati con ingredienti sani, genuini e facilmente riconoscibili. Probabilmente non sarò una buongustaia né, tanto meno, una gran cuoca. Tanto che mi capita di essere sempre diffidente quando qualcuno mi raccomanda un ristorante perché lì si mangia bene: di solito sperimento poi che mangiar bene significa solo mangiar tanto, abbuffarsi e attentare alla propria salute con miscugli di panna e lutilizzo di oli di dubbia fama.
Nel tegame faccio appassire dolcemente la cipolla affettata sottilissima con lolio extra vergine doliva. Intanto sbatto le uova con il formaggio, regolo di sale e mescolo con le erbe aromatiche tritate. A questo punto aggiungo pangrattato fino a che il composto non si addensa e diventa cremoso. Aggiungo mezzo bicchiere di latte e verso il tutto nella pentola, sopra il soffritto di olio e cipolla. Livello con una spatola o con un cucchiaio bagnato di latte e faccio cuocere da un lato a fuoco medio.
