| Il pane oriundo |
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| Lunedì 02 Giugno 2008 01:09 | |||
Di madre salentina, sfornato in terra ligure nei giorni in cui la mia mamma è stata qui a Genova. Aggiungo alla commistione di luoghi e influssi etnografici, anche il collegamento telefonico da Campi Salentina con la zia donatrice di Lievito Madre.
Ebbene, questo è (quasi) il pane che mha cresciuta. Dico quasi perché non ho utilizzato farina di grano duro perché ne ero sprovvista, ma a questo rimedierò alla prossima infornata. Credo però che abbiano egregiamente supplito a questa mancanza la presenza di mia madre, la mia ferma volontà di fare il pane come Dio comanda, il succitato intervento telefonico della zia e il flusso di ricordi e di immagini che sono sopraggiunti alla memoria e al cospetto della spianatoia infarinata mentre con mia madre si lavorava la pasta. I gesti, i profumi e i tempi della preparazione del pane preparato dalle donne di casa nonna, mamma e zie mi si erano stampati nella mente fin da piccola e le mie mani li hanno replicati senza indugio. Ho ritrovato precisa e nitida, la sensazione al tatto della pasta ben lievitata, soffice e profumata. Mia mamma sè pure commossa ripensando alla nonna e al lungo rituale del pane, le sono venuti in mente segreti e accorgimenti che non credeva nemmeno di sapere. Per la cronaca: lei era laddetta alla scanatura, cioè alla lunga e laboriosa operazione di impasto, prima di dar la forma al pane. Questo è il procedimento per preparare il pane di Campi Salentina, o pane casereccio che dir si voglia :) Occorrono:
Al mattino ho riempito una scodella dacqua tiepida e ho disposto la farina a fontana (questa volta ho usato 1,5 kg di semola di grano duro e 1 kg di manitoba). Al centro ho messo il lievito e, aiutandomi con lacqua, ho iniziato ad impastare, finché il tutto non sè amalgamato grossolanamente. Ho diviso poi in quattro parti la pasta e cominciato a lavorare e impastare i pani, circa un quarto dora ciascuno. N.B. E a questo punto che occorre sottrarre la stessa quantità di LM che sè impiegata allinizio: anche questa lieviterà insieme alle pagnotte e poi verrà riposta in frigo. Quando la pasta è diventata liscia ed elastica, ho dato a ciascun impasto una forma oblunga, incidendo dei tagli sulla superficie. Preparato un piano con canovacci infarinati, ho disposto le forme un po distanti luna dallaltra e le ho coperte con un paio di plaid per far lievitare tre ore. Ho preriscaldato il forno a circa 200° e infornato per circa unora, avendo cura di cambiare di posto le 4 pagnotte dopo la prima mezzora, in modo da garantire più o meno lo stesso calore a tutte. Il pane, brunito e profumato, ha la crosta croccante e la mollica compatta. Ottimo per alcuni giorni, si conserva bene in un cartoccio per il pane o in panno. Ah, la quantità totale di pane prodotto è pari a circa 3,5 kg.
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Di madre salentina, sfornato in terra ligure nei giorni in cui la mia mamma è stata qui a Genova. Aggiungo alla commistione di luoghi e influssi etnografici, anche il collegamento telefonico da Campi Salentina con la
Circa 24 ore prima di preparare il pane, si lascia a temperatura ambiente il Lievito Madre che era conservato in frigo. Io lho fatto al mattino e la sera lho impastato con 300 g di farina e acqua tiepida, quanto bastava per formare un panetto morbido ma non appiccicoso. Ben coperto e riparato da correnti daria, lho lasciato lievitare fino al giorno dopo.
