| L'oggetto misterioso (il rotolo dolce) |
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| Sabato 20 Febbraio 2010 12:18 | |||
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Invece no. E’ semplicissimo il rotolo dolce. Mi interessava prima di tutto provare la pasta biscotto, per capire come funzionasse la faccenda dell’arrotolamento con il canovaccio, quindi ho optato per la semplice farcitura con la nutella. La ricetta di base è tratta dal blog di Fiordizucca (qui, per esempio c’è uno strepitoso rotolo all’arancia) e l’ho seguita passo passo con qualche piccola modifica: il mio rotolo doveva essere basic, giusto per capire se potevo riuscire nell’impresa. Questi gli ingredienti per la mia pasta biscotto: Per la farcitura del rotolo basic: Si procede proprio come suggerisce Fiordizucca: “Separate i rossi dai bianchi e sbattete i rossi con 60gr di zucchero da un lato e i bianchi con i restanti 60gr di zucchero dall'altro. Ai rossi aggiungete la farina, il lievito e la scorza d'arancia, mescolando bene. Incorporate i rossi nei bianchi che avrete precedentemente montato a neve. Versate questo composto in una teglia da forno bassa delle dimensioni di 33x23cm, precedentemente ricoperta con carta da forno. Cuocete a 190 C per circa 15 minuti. Appena sfornato rovesciate il rotolo su un canovaccio da cucina pulito ed appena inumidito, sul quale avrete cosparso un po' di zucchero a velo, in modo che il rotolo non si attacchi. Arrotolatelo su se stesso dandogli una forma stabile in modo che resti in piedi e lasciatelo raffreddare completamente su una graticola”. Ecco, qui io non ho fatto raffreddare il rotolo: appena data la forma alla pasta, l’ho srotolata subito e ci ho spalmato la nutella in abbondanza. Ho richiuso delicatamente e poi fatto raffreddare nel canovaccio umido e spolverato di zucchero. In alternativa avrei dovuto sciogliere la nutella a bagno maria e solo a dolce freddo procedere alla farcitura. E’ andata bene così, questa volta. Quando il rotolo era ormai freddo l’ho spolverato di zucchero a velo e servito a fette. Per rotoli più arditi seguite le dritte della ricetta originale. In ogni caso, il rotolo dolce non tradisce.
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Forse non è così misterioso e già avrete capito cos’è. Però io ho creduto a lungo che fosse una scommessa persa in partenza. La solita ricetta che tutti definiscono “facilissima!” (si, con il punto esclamativo) e a te viene una ciofeca.
