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Appena nata Anna Luce mi si è scatenata una fame da lupo. A distanza di un’ora dal parto, nella mia stanza ho divorato un mezzo litrozzo di latte caldo e fette biscottate con la marmellata. Ricordo che Andrea parlava al telefono con i suoi genitori per annunciare la lieta notizia e io mi sbafavo la zuppa di latte senza badare alle buone maniere. “Ciomp, gnam, slurp, grazie si, tutto bene!”: ho risposto a mia suocera che mi faceva gli auguri.
Poco dopo ho consumato anche il pranzo - pasta al ragù e pollo arrosto con patate – e deciso, senza dubbio, che la cucina dell’ospedale non era affatto male. Mi era già successo con Maria Sole e anche questa volta non mi pareva vero che dopo nove mesi di nausee, acidità e Maalox potessi mangiare senza spiacevoli effetti collaterali. Nei giorni in ospedale, in qualità di puerpera e degente, sono stata coccolata moltissimo da Andrea e mia sorella. Per esempio non facevano che chiedermi se desiderassi qualcosa di buono. Del resto, dovevo riprendermi dalle fatiche del parto e pure allattare, no? Allora ho chiesto un rinforzino per la colazione: “Voglio una crostata, grazie”.
Poche ore dopo i miei assistenti sono tornati con un crostata con marmellata di ciliegie. La confezione recava la seguente dicitura “Crostata tutto burro”. Sempre in quanto purpera e gestante me la sono gustata con somma gioia e zero sensi di colpa. Buona, talmente buona quella crostata che nelle settimane successive l’abbiamo comprata ancora un paio di volte. Poi ho detto basta, ma non per le calorie: “Me la faccio io, in casa”, ho deciso. Detto, fatto: il risultato si avvicina tantissimo all’originale, forse è meno burrosa ma va bene così. Vi do la ricetta.
Questi gli ingredienti: 200 g di farina 00 100 g di burro 100 g di zucchero 1 uovo la scorza grattugiata di un limone (va bene anche mezzo limone) 300 g di marmellata (ne basta un po’ meno)
Io procedo così: faccio ammorbidire il burro a temperatura ambiente, poi in una terrina lavoro velocemente e tutti insieme gli ingredienti. L’impasto risulta piuttosto morbido, così lo lascio riposare in frigo per circa un’ora. Trascorso questo tempo prendo l’impasto a mucchietti e lo stendo con le mani nella tortiera di ceramica (diametro di 24 cm), senza imburrare né infarinare (ma voi fatelo, se la vostra tortiera è in altro materiale).
Tengo in frigo una piccola parte di impasto per la decorazione e intanto faccio sciogliere in un pentolino sul fuoco la marmellata con un cucchiaio d’acqua. Quindi la verso sulla base della crostata e passo alla realizzazione della grata, con la sola imposizione delle mani :-) : me le infarino ben bene, prendo piccoli porzioni di pasta e ci faccio dei salamini che appiattisco tra le dita. Posiziono le strisce di pasta sulla crostata, creando man mano una grata tanto irregolare quanto graziosa e, soprattutto, hand made nel vero senso della parola! Vabbè.
Conclusa l’operazione, metto in forno già caldo (180°) per mezz’ora. Non cuocete di più, sennò la crostata diventa troppo asciutta e biscottata. Il tempo che ho indicato è perfetto per ottenere un dolce friabile e morbido al tempo stesso. Se resistete, si conserva benissimo per diversi giorni.

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Commenti
ed ho visto in entrambe le occasioni quanto "materiale biologico" le donne perdono... ti credo che avevi fame, una bella risposta ad un impegno così forte come il parto, complimentoni
Non cè dubbio che parli per esperienza
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